Processi

Emulsione: come produrre emulsioni stabili

Un’emulsione è una miscela fine di due liquidi non miscibili, come in una crema. Con l’emulsionamento queste fasi vengono unite in modo stabile. L’obiettivo è suddividere la fase interna in gocce fini e aumentare così l’interfaccia tra i due liquidi.

Gocce finiAffioramento più lento, prodotti più stabili.
La tecnica adattaDentatura rotore-statore progettata con precisione.
IgienicoSenza spazi morti e facile da pulire.

Come le emulsioni restano stabili

Le emulsioni sono per lo più torbide e lattiginose. La loro durata dipende, tra l’altro, da temperatura e pH. Nell’emulsionamento occorre superare la tensione interfacciale tra olio e acqua. Le vie sono due:

Apportare energia

Le forze di taglio riducono le goccioline e aumentano così l’interfaccia tra le sostanze.

Tensioattivi ed emulsionanti

Hanno una parte lipofila e una idrofila e fanno così da ponte tra le fasi. Inoltre impediscono che le goccioline si riuniscano.

Ciononostante, le emulsioni restano sistemi instabili. Con il tempo le goccioline fini si fondono in gocce più grandi, finché l’emulsione si rompe. Così, ad esempio, si forma il burro quando la panna, un’emulsione di grasso in acqua, si rompe. Le goccioline più fini hanno una minore spinta di galleggiamento e rallentano l’affioramento. Possono inoltre aiutare sostanze che aumentano la viscosità, provocano una repulsione elettrica tra le gocce o hanno un’altra azione tensioattiva.

Applicazioni

Un esempio classico sono le emulsioni cosmetiche che rafforzano il mantello acido e la barriera cutanea. Altre applicazioni tipiche:

Cosa conta nell’emulsionamento

Oltre a parametri di processo come temperatura e pressione, la tecnica dell’omogeneizzatore determina qualità, velocità di produzione e persino la fattibilità. Sono importanti:

  • Geometria e velocità di taglio in funzione del numero di giri
  • Gioco della dentatura rotore-statore
  • Progettazione delle alimentazioni per ulteriori materie prime
  • Corpo e azionamento
  • Pulibilità e assenza di spazi morti secondo gli attuali standard igienici
  • Dentatura temprata per materie prime abrasive, ad esempio nel dentifricio
  • Tenuta a bassa manutenzione, per lo più come tenuta meccanica doppia in materiale adatto

Procedimenti correlati sono il processo di omogeneizzazione e quello di dispersione. Offriamo inoltre consulenza e vendita di miscelatori omogeneizzatori e impianti di processo usati.

La nostra ultima innovazione è la stazione di dosaggio per la pesatura e il dosaggio razionali di materie prime liquide.

Altri processi

Volete produrre emulsioni stabili in modo efficiente? Saremo lieti di offrirLe consulenza, dalla progettazione fino all’impianto chiavi in mano.

Domande frequenti sull’emulsionamento

Che cos’è un’emulsione?

Una miscela fine di due liquidi non miscibili, ad es. olio e acqua, che vengono uniti in modo stabile mediante emulsionamento, come nelle creme e nelle lozioni.

Come si ottiene un’emulsione stabile?

Con un apporto di energia che sminuzza le goccioline e con emulsionanti o tensioattivi che fanno da ponte tra fase oleosa e fase acquosa. Gli addensanti possono inoltre rallentare l’affioramento. Anche temperatura e pH hanno un ruolo.

Perché un’emulsione si rompe?

Con il tempo le goccioline fini si fondono in gocce più grandi (coalescenza). L’interfaccia si riduce e le fasi si separano: è così, ad esempio, che dalla panna si ottiene il burro.

Che cosa conta in un omogeneizzatore per emulsioni?

Geometria, velocità di taglio e gioco della dentatura rotore-statore, alimentazione di ulteriori materie prime, dimensionamento dell’azionamento, pulibilità e assenza di spazi morti; per prodotti abrasivi come il dentifricio anche dentature temprate e tenute meccaniche adatte.